Il cane anziano – Animalia, La Stampa 17/07/2019

Diego Rendini
31 August 2019

Il cane anziano

Il progresso della medicina veterinaria, la maggiore attenzione verso il benessere dei cani da parte dei proprietari e l’alimentazione sempre più adatta alle esigenze di Fido, hanno determinato una maggiore longevità dei nostri amici a 4 zampe. Il processo di invecchiamento a volte però viene caratterizzato anche dalla comparsa di qualche acciacco.

Ad esempio molto comuni sono i classici problemi articolari, le malattie cardiache, le disendocrinie, tra cui l’ipotiroidismo ossia quella condizione per cui la ghiandola tiroide inizia a produrre meno ormoni di quanto dovrebbe e altro ancora.

Tutte queste alterazioni che accompagnano la terza età sono fortunatamente spesso compensate dalle terapie e pertanto non incidono eccessivamente sulla qualità di vita dei nostri amati cani.

Ovviamente anche la mente è soggetta a una sorta di declino con l’avanzare della età.

In tal caso vi possono essere situazioni di invecchiamento cognitivo fisiologico o patologico.

Nel primo caso, anche se non è sempre così facile individuare una netta linea di confine tra i due stadi, si può assistere a una sorta di pigrizia mentale e a una maggiore rigidità comportamentale; in pratica il cane tende a essere un po’ meno disponibile ad interagire con la famiglia e con l’ambiente circostante e diventa ancora più abitudinario. In questi casi di invecchiamento cognitivo fisiologico possono essere utilizzati degli accorgimenti alimentari e comportamentali in grado di rallentare tale processo.

In alcuni cani invece la senescenza progredisce in modo patologico e compaiono diversi sintomi: disorientamento spaziale e sociale (a volte non riconosco i proprietari), marcata riduzione delle interazioni sociali, alterazioni del ritmo sonno-veglia, minzioni e defecazioni anche in casa, fino a forme di aggressività. Nelle situazioni di disfunzione cognitiva, espressione con cui si indica quel declino patologico delle funzioni psichiche, i cui principali sintomi sono sopra elencati, si possono adottare programmi comportamentali, associati a diete personalizzate, fitoterapici e terapia farmacologiche in grado di rendere più elevata la qualità della vita del nostro amico.

Al di là di tutti i protocolli scientifici ciò che è fondamentale è dimostrare all’anziano Fido che noi siamo ancora al suo fianco.

Diego Rendini Sono un Veterinario per passione! Il mio amore per gli animali cresce ogni volta che il mio sguardo incrocia quello di un Amico a 4 zampe… Lo guardo e lo sento, lo capisco, riesco ad entrare in empatia coi suoi sentimenti, i suoi bisogni, le sue sofferenze.