10 Casi per Rendini

Scrivere una prefazione è una richiesta spesso intima e complessa da sviluppare (senza voler scivolare nel retorico, scontato o inutilmente melanconico).

La prefazione è infatti quella parte del libro che la maggior parte dei lettori dimentica di leggere, pausa narrativa o antipasto alla vera lettura. Il libro inizia dopo!
Altre volte è un omaggio e introduzione a qualcosa che si apprezza e che si ha il piacere di consigliare (come un buon ristorante ad un amico).

L’intento di questo libro, 10 casi per Rendini, è di descrivere, attraverso un intreccio di brevi racconti, la vita di una professione sicuramente unica nel suo genere. Il veterinario comportamentalista (o etologo clinico) rappresenta una recente figura di interesse, nel panorama della disciplina veterinaria, capace di sposare le necessarie cognizioni mediche alla valutazione di un comportamento, alla capacità di ascoltare i proprietari.

Diego ha la capacità di condurre chi legge in una sua giornata tipo, giocata tra spostamenti, colloqui, frustrazioni, cuccioli, telefonate, pianti, diagnosi e caffè sorseggiati in tazzine ogni volta diverse. Ha anche la squisita capacità di narrare dieci storie (o casi, che dir si voglia) che, partendo dalle descrizioni fatte dal proprietario, conducono il lettore alla scoperta di un mondo forse sconosciuto, fatto di storie e legami molto intensi ma nello stesso tempo a volte molto fragili. Quando Diego varca la soglia di una porta, entra e affronta una dimensione che è sempre unica: la convivenza di una famiglia con un animale e con i suoi comportamenti,  spesso  deliziosi ma a volte difficili da gestire.

Lo scambio di informazioni diventa quindi un percorso; il clinico traduce un comportamento e permette spesso di comprenderlo, svelando il codice di un bisogno, di un’incomprensione, a volte di una patologia. La voce narrante suggerisce allora commenti, percezioni e intervalli, riuscendo forse a ben descrivere questo strano legame tra specie così diverse, riportando il ruolo del veterinario dove meglio gli compete: intervenire per aiutare entrambi a conoscersi e capirsi, per poi  farsi da parte, ritornare cornice e vegliare su di essi.
Ritrovatevi nelle prossime pagine, riconoscete i vostri cani,  i vostri gatti,  i loro dubbi e le vostre idee.
Buona lettura.

Dr. Manuel Mengoli
DVM, MSc, PhD
Responsabile dell’unità di ricerca in Etologia Clinica e Semiochimica
IRSEA
Francia